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Il petrolio è scaduto, anche in mare
(FONTE: Pandora TV)

Scritto il 26/03/2016 da [lavespa] nella categoria [Video]

Il tempo delle fonti fossili è scaduto: è ora di aprire a un modello economico alternativo. A confermarlo, le ultime stime del Ministero dello Sviluppo Economico: tutto il petrolio presente sotto il mare italiano è appena sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale di greggio per 7 settimane, mentre le riserve di gas bastano per soli 6 mesi.


»Guarda il video su YOUTUBE«

Petizione europea per la rimozione rifiuti tossici ex C&C

Scritto il 24/06/2015 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
La Vespa a Bruxelles. Il nostro Filippo porta i rifiuti laddove possono essere smaltiti. 
Ce la faremo? Guarda il video 


I cittadini a Bruxelles per la ex C&C

Scritto il 17/06/2015 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]

Comunicato stampa 16 giugno 2015


Filippo Zodio, in rappresentanza dell'associazione LaVespa e del comitato SOS C&C, si recherà alla Commissione Petizioni a Bruxelles il prossimo 23 giugno per supportare la petizione presentata dai cittadini due anni fa. 


Sarà accompagnato dall'eurodeputata Eleonora Evi del Movimento 5 Stelle che ha avuto lo scrupolo di chiedere ai cittadini un aggiornamento sulla situazione del sito inquinato di Pernumia, evitando una chiusura affrettata della petizione stessa. 

Grazie a lei ora i cittadini possono dire alla Commissione europea come stanno effettivamente le cose e chiedere che la pratica rimanga aperta. La petizione era stata presentata nel marzo del 2013 con il supporto dell’allora eurodeputato Andrea Zanoni (ora consigliere regionale) e il corredo di 2400 firme di cittadini del territorio, per chiedere la bonifica di quest’area inquinata collocata in un contesto fortemente antropizzato e a rischio idrogeologico. 

Le autorità di Bruxelles hanno svolto la loro inchiesta, ricevendo dalle autorità italiane risposte “tranquillizzanti”, in particolare sul completamento delle analisi e sull'inizio dell’asporto dei rifiuti, tanto da indurre la commissione europea a ritenere “risolto” il problema.

Invece non c’è proprio nulla da stare tranquilli e quanto dichiarato dalle autorità italiane non corrisponde alla realtà dei fatti. Intanto la caratterizzazione dell’area esterna (dove erano stati sepolti tonnellate di rifiuti senza alcuna precauzione), per la quale sono stati stanziati 200.000 euro nel 2007 ed esiste già il piano tecnico, non è mai stata effettuata. Inoltre, il primo asporto dei rifiuti, che ci auguriamo inizi presto, dopo la recentissima aggiudicazione della gara d’appalto per 224.000 euro, interesserà una massa di rifiuti stimabile intorno al 3-6%, assolutamente irrisoria se applicata alle 52.000 tonnellate di rifiuti pericolosi ammassati nell'edificio. 

A distanza di oltre 10 anni, gli unici interventi eseguiti con i 500.000 euro assegnati dalla Regione Veneto hanno riguardato la chiusura delle falle di pareti e tetto, che rimangono alquanto precarie. 

Il problema della ex C&C è dunque tutt'altro che risolto ed è necessario che le autorità, a tutti i livelli, si impegnino per affrontarlo in modo definitivo. Si potrà seguire la discussione in commissione in webstream cliccando sul seguente link: 



in diretta o in differita il giorno successivo. 


Associazione LaVespa 
Comitato SOS C&C

Medicine tossiche (il vostro giornalino di Maggio)

Scritto il 23/05/2014 da [lavespa] nella categoria [Vespe di Carta]

Medicine tossiche. 

Se andate a votare - in generale, non solo a Battaglia Terme - è giusto che Voi sappiate la verità.

Cliccate.

Informatevi.

Incazzatevi.

Siate pronti.

NB: click sulla locandina e leggete, leggete, leggete.


.. leggi tutto »

Inutile condotta fognaria

Scritto il 11/05/2014 da [lavespa] nella categoria [Notizie]

Pubblichiamo una interessante lettera di Riccardo Cappellozza, il più famoso dei barcari, in cui ci spiega molto chiaramente perché la condotta in costruzione dall'Etra (per la conduzione dei reflui da Battaglia/Galzignano a Montegrotto) è un'opera che si poteva evitare.

Con un'attenta analisi Riccardo descrive come sarebbe stato possibile risparmiare tempo e denaro. 

La sua esperienza non è stata presa in considerazione: perché?

Quello che si legge di seguito è la precisa spiegazione di quanto brevemente introdotto.


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Sono Riccardo Cappellozza, ho 83 anni, sono il più anziano dei barcari padovani.

Sono ancora in attività.


Qualcuno si stupirà di quest’ultima affermazione, ma rivendico la presenza ancora oggi: in servizio non nei corsi d’acqua, ma per i corsi d’acqua padovani. Come?


In primis, quale fondatore e curatore del Museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme, il paese dei barcari. Il Museo è riconosciuto a livello europeo come gioiello della marineria fluviale.


Successivamente, ma non di secondaria importanza, con l’attenta osservazione di quanto oggi accade lungo fiumi e canali, ma soprattutto ai fiumi e ai canali. Ho l’esperienza sul campo, anzi in acqua, prima sui burci (o i barconi) che si conducevano a remi, a vela, o trainati lungo gli argini, e poi ovviamente su quelli a motore. Aver vissuto per anni quotidianamente nella rete di canali e fiumi mi autorizza a giudicare la qualità delle opere poste per preservare l’ecosistema fluviale.  A volte sono sbagliate, a volte fanno danni.


E’ quantomeno un errore l’operazione in gestione all’Etra, della realizzazione di una condotta fognaria che raccolga i reflui di Galzignano e Battaglia per portarli al depuratore di Montegrotto. E’ una spesa folle bucare un colle per far passare la condotta. Ed è assurdo far risalire di chilometri l’acqua reflua a monte dei due paesi.


Per individuare la soluzione corretta per la gestione dell’acqua si deve partire dalla geografia dell’acqua stessa.


Oggi i reflui di Galzignano e Battaglia arrivano all’idrovora in località “Acquanera” lungo il canale “Paltana”, che inizia proprio dal territorio di Battaglia. In Acquanera il canale “Bagnarolo” taglia la “Paltana”, che gli passa sotto con un’opera “a sifone”. Purtroppo la chiavica (la porta di immissione) funziona male, immettendo poca acqua, e inoltre vi si accumulano rifiuti non raccolti con costanza.


L’idrovora di Acquanera solleva l’acqua della “Paltana” riversandola nel canale Vigenzone, cioè il Bacchiglione. Se non ci sono soldi per riparare la chiavica basterebbe un accorgimento da poche migliaia di euro per creare un by-pass superando il “Bagnarolo” con una pompa, e lasciando proseguire le acque della “Paltana” fino al suo naturale termine. Da secoli infatti la “Paltana” sfocia a Ca’Pasqua, a 300 metri dall’innesto del Brenta nel Bacchiglione (sì, proprio così, e non il contrario), cioè molto più a valle di Acquanera, a poca distanza dalla foce, oramai quasi in mare.


Cosa sta succedendo? Che a partire dalla legge per la salvaguardia della laguna –  interpretata nel senso che ci sono molti soldi quindi facciamo dei lavori che possano assorbirli, anche se non servono – l’Etra è stata autorizzata a costruire una condotta che prende i reflui di Galzignano e Battaglia, li fa risalire fino a Montegrotto (come i gamberi l’acqua va all’indietro!), bucando pure un colle (Montenovo) e li immette nel depuratore di Montegrotto, che come conseguenza sversa quindi a monte dal prelievo, di qualche chilometro, e sempre nel “Paltana”. A monte, ma l’acqua va a valle, quindi di nuovo ad Acquanera.

 

E non basta. Nel nord Europa i depuratori sono decentrati, dove si produce “sporcizia”. All’altezza dell’idrovora di Acquanera potrebbe essere installato un depuratore. Invece si fa l’operazione di accentramento, facendo navigare i reflui, all’indietro, di chilometri.

 

Inoltre i barcari, come me, sanno che l’acqua dolce non si mescola con quella salmastra della laguna. Questione di pesi. E’ il fenomeno dei famosi (almeno per i barcari) “ligassi”, correnti di acque diverse, più leggere, meno dense, che si riversano in mare. Quindi l’inquinamento della laguna non dipende certo dai reflui di Galzignano e Battaglia.

A Ca’ Bianca un incile e una sottobotte, opera recente, prelevano l’acqua dolce della Paltana e la riversano in Laguna nel “canal Dee Tresse”, acqua salmastra, direzione Porto di Chioggia. I barcari con i loro burci, percorso il Bacchiglione (o canale Pontelongo), passavano la conca di Brondolo che immette in laguna, e conoscevano i ligassi generati all’uscita della conca, e li temevano, perché capaci di trascinare via un burcio con merce per oltre 200 tonellate.

 

Come è stata studiata la legge regionale speciale per la salvaguardia della laguna? Ci sono soldi, facciamo opere inutili? A 83 anni non fa piacere che l’esperienza di una vita da barcaro non venga presa minimamente in considerazione.

Riccardo Cappellozza

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