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C&C - Rass. Stampa

IL GAZZETTINO del 08 Giugno 2007

Scritto il 08/06/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PERNUMIA - «Ci serve un aiuto dalla Regione e dallo Stato». E’ questo l’appello lanciato dal sindaco Giovanni Magarotto durante il consiglio comunale dell’altra sera. Al settimo punto all’ordine del giorno si discuteva infatti della famosa C&C e dei rifiuti tossici stoccati nell’area della ditta di via Granze. Pochi giorni fa si è sviluppato un principio di incendio all’interno dei capannoni che contengono i rifiuti. Un altro campanello d’allarme che potrebbe portare ad una tragedia annunciata. Per questo mercoledì mattina è arrivata sul posto anche Striscia la Notizia con l’inviato Moreno Morello. «E’ giunta l’ora del fare ha esordito il primo cittadino per procedere con la bonifica serve un cospicuo finanziamento e per questo saranno interessati Regione e Ministero. Si tratta di investire milioni di euro per avere un risultato completo. Noi non vogliamo che vengano create discariche nel sito della C&C. Per questo ci batteremo per una bonifica completa dell’area». Una proposta di mobilitazione arriva invece dal consigliere di opposizione Silvio Francescon: «Ormai è passato anche il tempo dei picchetti, conosco bene la situazione perché i miei parenti abitano li vicino. Apprezzo la sincerità del sindaco, ma in quella zona sono coinvolte circa 2500 persone. Qui bisogna andare direttamente in Regione e pretendere un intervento. Perciò chiedo ai cittadini di mobilitarsi insieme a me». L’arrivo di Striscia la Notizia sembra aver dato dei primi risultati. Morello avrebbe segnato il famoso nodo al fazzoletto da parte della Provincia che si impegnerebbe a far partire i lavori entro 2 mesi. «Avevamo sollecitato l’intervento di Striscia commenta Massimo Rizzo dell’associazione ambientalista La Vespa Morello ha intervistato i residenti della zona, tra cui ci sono molti giovani. I residenti vivono in una situazione di costante pericolo».

IL GAZZETTINO del 06 Giugno 2007

Scritto il 06/06/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PERNUMIA Lo chiedono i Verdi Bettin e De Marchi dopo l’incendio. «Il Comune da solo non può farcela» «Bonifica della C&C, si muova la Regione» (E.M.) Domato l’incendio vero e proprio alla C&C di Pernumia, rimane acceso quello politico. A pochi giorni dal rischio di una catastrofe ambientale i Verdi chiedono un interessamento immediato della Regione. Lo fanno con una mozione del consigliere provinciale Paolo De Marchi e un’interrogazione del consigliere regionale Gianfranco Bettin. Il 15 giugno intanto, si attende il sopralluogo del presidente della Provincia. «Abbiamo assistito - spiega Bettin - a un rimpallo di responsabilità tra il Comune di Pernumia, impossibilitato a sostenere l’onere di questo intervento, e la Provincia, che non ha mai assunto la direzione delle operazioni necessarie. La Regione non ha ritenuto di intervenire». Bettin evidenzia come il pericolo non sia circoscritto alle case limitrofe.«Il rischio ambientale è alto - continua - non solo per le abitazioni attorno alla ditta, ma per interi quartieri di Pernumia, Battaglia Terme e Due Carrare. È altrettanto evidente che la presenza delle tonnellate di rifiuti nei capannoni rappresenta il rischio più alto. Non ci si può più limitare ad operazioni di semplice messa in sicurezza. Si deve procedere a un piano di caratterizzazione, si devono stoccare in siti idonei i rifiuti presenti e iniziare la bonifica dell’intera area. Questo comporta costi elevati che non possono essere sostenuti solo dal Comune di Pernumia. Per questo è importante che la giunta regionale assuma la direzione delle operazioni di bonifica della C&C, anche interessando il ministero, senza ulteriori indugi. In questo senso ho presentato una interrogazione urgente».

IL MATTINO del 01 Giugno 2007

Scritto il 01/06/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PERNUMIA «La Provincia ci ha garantito il suo sostegno per la bonifica del sito. Per la messa in sicurezza dell’area esterna si è deciso di trasportare i rifiuti da un’altra parte, in un sito adeguato. I tempi dell’intervento saranno brevi: entro metà giugno i lavori dovrebbero essere completati. Abbiamo già fissato per venerdì 15 un nuovo sopralluogo con il presidente Casarin». Il sindaco di Pernumia Giovanni Magarotto si dice fiducioso sugli ultimi sviluppi della questione legata alla «C&C», la ditta sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con rifiuti tossico-nocivi. L’ultima conferenza dei servizi ha finalmente aperto uno spiraglio sull’inizio del piano di bonifica: un intervento che dovrebbe partire a giorni ma che ancora non convince il consigliere provinciale Paolo De Marchi. «Già nel dicembre del 2005 era stata messa a nudo l’inadeguatezza del piano di caratterizzazione dell’area proposto dalla ditta Cedro – tuona l’esponente dei Verdi – Ma solo lo scorso febbraio la Commissione Tecnica Provinciale Ambiente ha provveduto ad indicare precise prescrizioni per la sua approvazione. Ora siamo al punto di partenza: capannoni intasati, piazzale inquinato, rifiuti tossico-nocivi ammassati all’aperto e sversati nel fosso consortile. Perché non è stata coinvolta la Regione? Un ritardo che fa dubitare della bontà delle intenzioni manifestate nell’ultima conferenza». Al sit-in di protesta organizzato sabato davanti ai cancelli della «C&C», a rappresentare la politica di Pernumia c’era il solo consigliere di minoranza Luciano Simonetto. «Dobbiamo unirci con Battaglia per creare un fronte comune – attacca il capogruppo di “Partecipare e Condividere” – Solo così faremo sentire la nostra voce ai piani alti».

IL GAZZETTINO del 01 Giugno 2007

Scritto il 01/06/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PADOVA de Marchi (Verdi): «Il caso C&C ha responsabilità a diversi livelli» Pernumia. (E.M.) «Le responsabilità sulla C&C partono da lontano». Ad affermarlo è il "verde" Paolo De Marchi. Il caso dell’azienda di Pernumia, ridotta ad un contenitore di rifiuti tossici, è tornato alla ribalta. La tragedia sfiorata l’altro giorno, con un principio di incendio all’interno dei capannoni della C&C, ha scosso cittadini e politici.«La C&C entra in esercizio nel luglio 2004 e dopo soli tre mesi la Provincia emette una diffida spiega De Marchi Alla fine le diffide saranno tre sino al sequestro del febbraio 2005. Nei due anni di attività, l’Arpav ha accertato continue violazioni normative, ma la ditta ha ottenuto una serie di proroghe. Possibile che la Provincia non avesse capito l’inaffidabilità di questa azienda al punto da imporre uno stop? Il Comune di Pernumia ha approvato nel marzo scorso il piano di caratterizzazione proposto dalla ditta con le prescrizioni e le indicazioni critiche della Provincia continua De Marchi - Passati i 60 giorni previsti senza la presentazione del programma di smaltimento da parte dell’azienda, siamo al punto di partenza. Perché non si è provveduto a coinvolgere la Regione? Questo ritardo diventa una colpa che fa dubitare della bontà delle intenzioni dell’ultima conferenza dei servizi».

IL GAZZETTINO del 31 Maggio 2007

Scritto il 31/05/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PERNUMIA Prima gli odori terribili, ora anche il principio d’incendio. Quello della C&C sta diventando un problema sempre più serio e pericoloso. L’altro ieri solo l’intervento dei vigili del fuoco e della guardia forestale ha scongiurato un disastro ambientale e sanitario. Per tutta la notte i pompieri hanno monitorato i fanghi tossici stoccati all’interno dei capannoni dell’azienda di via Granze. I cittadini temono per la loro salute. Serve un intervento risolutivo che metta la parola fine una volta per tutte, ad un’area altamente inquinata.