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C&C - Rass. Stampa

IL GAZZETTINO del 27 Maggio 2007

Scritto il 27/05/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PADOVA PERNUMIA Sit-in di protesta organizzato dall’associazione "La Vespa" e dal comitato". Lasciateci respirare" davanti all’azienda sotto sequestro. Sui veleni della C&C il balletto delle competenze. «Costerà 10 milioni di euro bonificare l’area di via Granze dalle tonnellate di rifiuti tossico nocivi stoccati nei capannoni». Ormai da anni si attende la bonifica dell’area della ditta di Pernumia, che non significa solo lo smaltimento dei rifiuti all’interno dei capannoni, ma anche lo smantellamento dei piazzali esterni (pieni di idrocarburi e metalli pesanti che finiscono nel vicino scolo) e di tutto l’eternit adagiato sulle strutture della C&C, ormai fatiscenti.Ieri mattina l’associazione La Vespa di Battaglia Terme e il comitato Lasciateci Respirare di Monselice hanno dato vita ad un sit-in di protesta, per chiedere una volta per tutte, la bonifica della zona. Il costo stimato si aggira intorno ai 10 milioni di euro a cui si aggiungono 100 mila euro per le dovute analisi. Una cifra non del tutto irrisoria che sembra, sarà recuperata tra Provincia e Regione. Durante la conferenza dei servizi che si è tenuta l’altro giorno a Pernumia, è uscito l’impegno per partire già dai prossimi giorni con la bonifica, interessando anche il Ministero dell’Ambiente. Ma ormai lo sconforto regna sovrano e quasi nessuno ci crede. Intanto, Paolo De Marchi, consigliere provinciale dei Verdi, ha presentato una mozione per chiedere l’intervento, insieme alla Regione, in tempi strettissimi. «Dopo anni di attesa siamo ancora al punto di partenza commenta De Marchi il termine per la presentazione del programma di smantellamento dei rifiuti è scaduto il 19 maggio scorso e quindi ci troviamo con migliaia di tonnellate di sostanze nocive. Ora riprenderà il balletto tra Comune e Provincia sulle competenze, in assenza di alcun interessamento da parte della Regione. Qualcuno ipotizza lo spostamento dei rifiuti esterni nei capannoni già più che saturi. Della natura di questi rifiuti ancora non si sa nulla e già si parla di portarli in discarica o di trasformare proprio la C&C in deposito. È evidente che siamo ormai all’assurdo e Provincia e Regione attendono chissà quale soluzione dal Comune di Pernumia ». Presenti alla manifestazione c’erano anche i consiglieri di opposizione di Battaglia e Pernumia, ma un solo amministratore della zona, Placido Bertin, assessore all’ambiente di Battaglia. Decisamente troppo poco per un problema così grande

IL MATTINO del 26 Maggio 2007

Scritto il 26/05/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PADOVA PERNUMIA. Un sit-in davanti ai cancelli della «C&C». Lo organizzano questa mattina l’associazione «La Vespa» di Battaglia Terme e il comitato popolare «Lasciateci Respirare» di Monselice, che alle 11 occuperanno il piazzale antistante l’azienda tuttora sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con l’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi. Una manifestazione di protesta che vedrà la partecipazione anche di alcuni consiglieri provinciali. «Denunciamo la presenza di una grave fonte di inquinamento verso cui le istituzioni non hanno finora fatto praticamente nulla – si legge in una nota delle associazioni – Nell’area esterna e nei capannoni sono depositati ingenti quantitativi di rifiuti tossici e il piazzale è risultato inquinato da rilevamenti Arpav. Nonostante una visita della commissione ambiente provinciale e il voto unanime del consiglio provinciale per la messa in sicurezza dell’area, non è stato fatto ancora nulla».

IL GAZZETTINO del 26 Maggio 2007

Scritto il 26/05/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PADOVA PERNUMIA Protestano per la mancata bonifica gli attivisti de "La "Vespa" e di "Lasciateci respirare". Inquinamento C&C, oggi il sit-in. L’ultima promessa ieri alla conferenza dei Servizi: le operazioni inizieranno la prossima settimana. Ormai da troppo tempo si discute del futuro della "C&C" e ora le associazioni e i comitati che hanno lottato per la bonifica dell’area dove operava l’azienda, non accettano più le solite rassicurazioni. Così questa mattina, dalle 11 in poi, si terrà un sit-in di protesta davanti ai cancelli della "C&C" per denunciare la presenza della grave fonte di inquinamento.Al sit-in parteciperanno anche l’associazione "La Vespa" di Battaglia Terme organizzatrice di una mostra-convegno sul tema e il Comitato Popolare "Lasciate respirare" di Monselice, da sempre attivo in ambito ambientale. Insieme a loro saranno presenti consiglieri comunali di minoranza e alcuni consiglieri provinciali. La C&C è sotto sequestro dal 2005. Nell’area sono depositati ingenti quantitativi di rifiuti tossici distribuiti nei capannoni, all’esterno e nel piazzale. Per questo la situazione sta diventando insostenibile.Quasi in risposta alle associazioni ambientaliste, si è tenuta proprio ieri, una conferenza dei Servizi alla quale erano presenti i rappresentanti della provincia di Padova, dei comuni di Pernumia , Battaglia Terme e Due Carrare, dell’Arpav e del Consorzio di Bonifica.«Durante l’incontro è stato deciso di provvedere in tempi strettissimi alla rimozione dei rifiuti spiega Placido Bertin, assessore all’Ambiente di Battaglia - Le operazioni inizieranno già la prossima settimana con le verifiche tecniche, tra le quali sono previste anche delle indagini ambientali e sanitarie sui fossati esterni all’area. L’onere finanziario di questo intervento sarà sostenuto dagli enti interessati visto che la ditta responsabile non ha provveduto a risolvere la questione nonostante l’ordinanza scaduta il 18 maggio scorso. La conferenza dei Servizi ha deciso di coinvolgere anche il ministero dell’Ambiente, oltre alle istituzioni locali, per trovare una soluzione definitiva del problema vista l’enorme importanza della questione».Emanuele Masiero

IL MATTINO del 22 Maggio 2007

Scritto il 22/05/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PADOVA PERNUMIA. E’ scaduto venerdì scorso l’ultimatum dato alla ditta «Cedro» per portare all’interno del capannone i rifiuti ancora ammassati all’esterno della «C&C». Il Comune aveva dato due mesi di tempo alla proprietaria del lotto di terra su cui sorge l’azienda, tuttora sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con l’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi. Sessanta giorni per internare le tonnellate di rifiuti ancora depositate fuori, in balìa del vento e degli altri agenti atmosferici. Dalla «Cedro» non è arrivata tuttavia alcuna risposta: toccherà ora all’amministrazione comunale rimboccarsi le maniche per avviare il piano di bonifica del sito. «Abbiamo fissato per venerdì 25 una nuova conferenza dei servizi – annuncia l’assessore all’ambiente Lucio Fortin – Ci incontreremo in municipio con i rappresentanti di Provincia, Arpav e Regione per trovare una soluzione. La Provincia si è detta interessata ad intervenire in prima persona per la bonifica del luogo. Si tratta solo di capire come mettere in sicurezza l’area esterna: o trascinando i rifiuti dentro al capannone o portandoli da un’altra parte».

IL MATTINO del 30 Marzo 2007

Scritto il 30/03/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
VENEZIA Processo alla «C&C» in sette patteggiano Il processo alla «C&C» per i rifiuti finiti sulla massicciata dell’Alta Velocità Venezia-Padova, sui marciapiedi di Granze e sul cemento per il cavalcavia Camerini all’Arcella rimane in laguna, ieri il giudice veneziano Daniela Defazio ha respinto le eccezioni di incompetenza territoriale presentate dai difensori. Intanto, sono ben sette gli indagati che hanno chiesto e ottenuto il consenso da parte del pubblico ministero Giorgio Gava per uscire dal processo con un patteggiamento della pena. Il primo a farsi avanti con il rappresentante dell’accusa, un mese fa, era stato Fabrizio Cappelletto, il cinquantenne mestrino trasferito a Montebelluna. Dovrebbe cavarsela con tre anni, questa la pena su cui sarebbe stato raggiunto l’accordo. Ieri, si sono aggiunti il coneglianese Alessandro Musacco, per il quale la pena prevista sarebbe di due mesi, mentre per gli altri, Lino Mestrinaro di Zero Branco, Claudia Dal Ben e Giancarlo Boccato di Salgareda, Patrizio e Denis Chiapparin di Granze, il patteggiamento dovrebbe concludersi con sei mesi di reclusione. Nell’udienza scorsa il giudice aveva ammesso le 18 parti civili, respingendo le eccezioni dei difensori che si erano battuti per non accogliere le loro richieste di costituirsi contro gli indagati per il traffico di rifiuti pericolosi al centro del quale c’era la «C&C». Tra le 18 parti civili le regioni Veneto ed Emilia Romagna, le province di Venezia, Treviso, Padova, Verona e Forlì, i comuni di Padova, Pernumia, Mira, Monselice, Granze, Due Carrare e Battaglia Terme. Il pm Giorgio Gava aveva chiesto il rinvio per 42 indagati e per 3 di loro con l’accusa più grave: Cappelletto, titolare dell’azienda di rifiuti «C&C» con impianti a Malcontenta e Pernumia, il riminese Loris Conti (45 anni) e Luigi Garavini (40, di Forlimpopoli) devono rispondere anche di associazione per delinquere. A gestire l’affare che avrebbe garantito milioni di euro di introiti erano Cappelletto, mentre Garavini era presidente della «Ear srl» e Conti vicepresidente. Era la «C&C» a comprare i rifiuti pericolosi, arrivavano da inceneritori, depuratori, acciaierie. Avrebbero dovuto essere tratatti e invece finivano nei conglomerati edilizi.