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C&C - Rass. Stampa

IL MATTINO del 13 Febbraio 2008

Scritto il 13/02/2008 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PERNUMIA. Torna a galla la questione della bonifica della "C&C", l’azienda che produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi.«Una bomba ecologica davanti la porta di casa» Il consigliere Paolo De Marchi: il trasporto del materiale in una discarica speciale costa una enormità. Solo la Regione può farlo.Torna a galla con inutile ciclicità la questione della bonifica della C & C. di Pernumia. L’azienda produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi. L’intervento del Corpo Forestale dello Stato mise fine all’attività illecita. In via Casette restano ammassate 50 mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Il costo preventivato per il trasporto in una discarica speciale per il trattamento del materiale oscilla da 9 a 12 milioni di euro: una cifra enorme. Un onere che non può essere sostenuto dalle amministrazioni comunali e neanche dalla Provincia.Con il denaro della polizza fidejussoria della C & C la Provincia riuscirebbe a smaltire solo il materiale tossico nocivo ammassato all’esterno e provvedere alla successiva sistemazione dell’area. La situazione preoccupa il gruppo dei Verdi. A farsene interprete è il consigliere provinciale, Paolo De Marchi, che afferma: "Tempo se ne è perso molto. Solo la protesta dei cittadini, dei comitati e la cocciutaggine di alcuni consiglieri comunali e provinciali hanno portato la Provincia, in un primo momento non disponibile ad alcun intervento diretto, ad attivarsi per la caratterizzazione e bonifica dell’area. Però - continua - ricordo le bocciature del presidente Vittorio Casarin ai miei emendamenti volti a impegnare parte del bilancio provinciale per dare soluzione al problema ambientale creato dalla C & C. Gli impegni economici decisi dalla Provincia sono insufficienti. Ai confini dei comuni di Battaglia Terme, Pernumia e Due Carrare c’è una vera e propria "bomba ecologica" che mette a rischio la tutela della salute dei cittadini e l’eco sistema ambientale". La soluzione può venire solamente dalla Regione come sostiene l’esponente del Sole che ride: "Solo un intervento regionale può garantire la copertura dei costi per la bonifica" continua De Marchi che poi lancia una frecciata contro la giunta di palazzo Santo Stefano: "La Provincia, così solerte quando si tratta di chiedere finanziamenti per opere viarie - conclude - deve dimostrare altrettanta capacità di persuasione perché si finanzi una delle opere pubbliche più necessarie e urgenti della Bassa padovana: trasferire in discarica speciale i rifiuti pericolosissimi della C & C e bonificare l’area per dare sicurezza ai cittadini di questo territorio non è solo un impegno, un dovere ma prima ancora un obbligo".

IL GAZZETTINO del 19 Novembre 2007

Scritto il 19/11/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
BATTAGLIA. L’azienda di Pernumia coinvolta nello scandalo dei fondi stradali tossici continua a fare paura. Ma Fabrizio Cappelletto si è già "riciclato" Il titolare della C&C fa il mago nel Trevigiano Secondo un giornale ambientalista svolge l’attività di ambientalista e sta per pubblicare un libro La bomba ecologica della "C&C" di Pernumia fa ancora paura. Una soluzione sembra comunque vicina da quando i responsabili sono stati condannati a pagare le spese di bonifica e le istituzioni hanno avviato le analisi dell’area. Ma in questi giorni è in distribuzione il giornale dell’associazione "La Vespa" che contiene un’inchiesta proprio sulla questione C&C. Più precisamente si tratta di un’indagine sulla nuova occupazione di Fabrizio Cappelletto, responsabile dell’azienda di via Granzette, che opera ora nel campo medico. Nel giornale del gruppo ambientalista Cappelletto è raffigurato come un mago che fa sparire i rifiuti. «Il "re del riciclaggio" non ha perso tempo - si legge nell’articolo de La Vespa - Lo stesso giorno in cui è stato incarcerato si è dedicato alla pranoterapia scrivendo addirittura un libro». L’attività è visibile su www.radio-estesia.it, dove sono indicati gli orari di ricevimento di Cappelletto nello studio a Carbonera di Treviso. Inoltre sono presenti molti casi risolti di varie malattie. Massimo 35 anni lombo sciatalgia, Demetrio 55 anni tumore alla prostata e Silvia 25 anni tumore ad una gamba, sono solo alcune delle testimonianze di guarigione presenti nel sito. I trattamenti vanno dalla radioestesia che risana l’energia vitale del paziente, alla musico-terapia che sistema gli scompensi energetici. Il libro riguardante le cure è presente su www.flowersoflife.it a 18 euro. Ma sul sito si possono comprare anche altri prodotti come il "Life case" (un cofanetto che neutralizza tutte le influenze negative) a "soli" 480 euro. Proprio in questi giorni intanto, si è conclusa l’analisi della parte esterna della C&C e per fine anno dovrebbe partire la bonifica. Meglio tardi che mai, visto il ritardo consistente rispetto alle prime stime. «Tantissime persone residenti nei pressi dello stabilimento della C&C, da anni accusano problemi alle vie respiratorie e fastidiose alterazioni del ciclo mestruale - continuano i ragazzi de La Vespa nell’articolo - Ma di sicuro non sarebbero disposti a farsi curare dal pranoterapeuta Fabrizio Cappelletto».Emanuele Masiero

IL MATTINO del 14 Novembre 2007

Scritto il 14/11/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PERNUMIA. Piccoli passi in avanti nella tribolata questione legata alla «C&C», la ditta di via Granze tuttora sotto sequestro per aver realizzato conglomerati cementizi con l’utilizzo di rifiuti tossico-nocivi. Dopo mesi e mesi di attesa e di silenzio, sono finalmente terminati nei giorni scorsi gli esami e le analisi del materiale ammassato all’esterno dei capannoni. «I tecnici hanno completato gli ultimi prelievi – rivela il sindaco Giovanni Magarotto – Ora la parte esterna è totalmente mappata. La speranza è che la Provincia dia inizio al più presto all’opera di smaltimento dei rifiuti, per poi concentrarsi sulla bonifica del terreno e sulla messa in sicurezza dell’area. Contiamo di partire entro fine anno». Un ritardo comunque consistente rispetto alle previsioni fatte dallo stesso Vittorio Casarin subito dopo il sopralluogo effettuato lo scorso 15 giugno. Il presidente della Provincia aveva annunciato di voler far decollare i lavori entro settembre. «Ci sono state delle lungaggini per definire le caratteristiche della ditta che realizzerà l’intervento – puntualizza Magarotto – La stessa caratterizzazione dei fanghi interni ai capannoni si sta rivelando lunga e laboriosa. Sono comunque fiducioso: abbiamo preso un impegno nei confronti dei cittadini e intendiamo rispettarlo. Ne va della salute e del futuro di tantissime persone». Matteo Lunardi

Il gazzettino del 18.11.2007 c&c

Scritto il 07/11/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]

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IL GAZZETTINO del 29 Agosto 2007

Scritto il 29/08/2007 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PERNUMIA Ieri i responsabili sono stati accompagnati dai tecnici della Provincia in un sopralluogo. È il primo passo verso il delicato intervento. Cinque ditte in corsa per la bonifica della C&C Dopo i rifiuti tossici scoppia la grana dei furti di rame: due raid dei ladri negli ultimi giorni nonostante la recinzione.PERNUMIA. Erano le 10.30 di ieri quando è iniziata la visita dei delegati dell’amministrazione provinciale al sito della C&C di Pernumia. Questa volta non è stato un incendio a mobilitare i tecnici provinciali, ma un sopralluogo organizzato da tempo, insieme a cinque aziende che si contenderanno la possibilità di eseguire le operazioni di bonifica dell’area inquinata. Da qualche anno si attende l’inizio dei lavori. Questa visita (nella foto un momento del sopralluogo) è quantomeno un segnale positivo. Ieri mattina, davanti ai cancelli della C&C, c’erano anche i ragazzi dell’associazione ambientalista La Vespa, sempre in prima linea da quando è sorto il problema dell’azienda di via Granze. A due mesi dalla visita del presidente della Provincia Vittorio Casarin, si è vicini ad un primo risultato. La bonifica della zona esterna dovrebbe costare 500-600 mila euro, mentre il grosso rimane lo smaltimento interno. Da subito, infatti, è stato posto il veto sulla possibilità di trasformare l’area in una discarica. Perciò il materiale dovrà essere trasportato in aree attrezzate allo smaltimento di questo tipo di rifiuti tossici. «Si è trattato di un sopralluogo operativo spiega Roberto Marcato, assessore provinciale all’ambiente i tecnici hanno accompagnato le ditte che dovranno capire l’entità del lavoro di bonifica completa». Rimangono i problemi legati alla sicurezza del sito. Nei giorni scorsi si sono verificati due raid da parte di gruppi interessati ai metalli presenti nei capannoni. Per questo l’area è stata nuovamente recintata e sono stati aggiunti dei cartelli per segnalare il sequestro penale della zona: La violazione del divieto è punita con la reclusione da sei mesi a tre anni. Ma le nuove inferriate non sembrano sufficienti a fermare i malintenzionati: basta fare qualche metro lungo il vicino canale di scolo per notare larghi buchi nella recinzione ormai vetusta. I passaggi sono addirittura raggiungibili attraversando un ponticello a cento metri dall’ingresso principale. Altre intrusioni non sono quindi escluse. Emanuele Masiero