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C&C - Rass. Stampa

Bienae sul canae (C&C x Waste Art)

Scritto il 28/08/2010 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]

Ma che cos’è?
Ma perché? 
Cosa c’è dentro quella bottega? 
Cosa vendono?

   

Queste sono alcune delle domande che gli abitanti di Battaglia si pongono passando davanti alla vetrina di un negozio di via Terme.

A Battaglia Terme, in occasione della fiera di San Bartolomeo e della notte dei foghi, abbiamo realizzato in un negozio situato in via Terme 39 (lungo il canale di Battaglia,vicino al ponte dei Scaini) un’installazione artistica dedicata ai rifiuti tossici della C&C...
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C&C - Bonifica rinviata -

Scritto il 02/11/2009 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]

Firma la petizione, aiutaci a smaltire 52000 tonnellate di rifiuti tossici

«Liberateci dai rifiuti tossici»

Scritto il 20/07/2009 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]

Battaglia Terme.
L'iniziativa: una pioggia di cartoline-denuncia all'indirizzo di Palazzo Santo Stefano
C&C, foto-appelli dai cittadini: «Liberateci dai rifiuti tossici»
Il vicepresidente della Provincia Marcato: Emergenza dimenticata, «il Governo si muova».. leggi tutto »

Lo scandalo della C&C a teatro - Scorie abbandonate dal 2005

Scritto il 17/02/2009 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]

Articolo de "il padova" del 17 febbraio 2009
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IL MATTINO del 13 Febbraio 2008

Scritto il 13/02/2008 da [lavespa] nella categoria [C&C - Rass. Stampa]
PERNUMIA. Torna a galla la questione della bonifica della "C&C", l’azienda che produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi.«Una bomba ecologica davanti la porta di casa» Il consigliere Paolo De Marchi: il trasporto del materiale in una discarica speciale costa una enormità. Solo la Regione può farlo.Torna a galla con inutile ciclicità la questione della bonifica della C & C. di Pernumia. L’azienda produceva conglomerati di cemento con rifiuti tossico nocivi. L’intervento del Corpo Forestale dello Stato mise fine all’attività illecita. In via Casette restano ammassate 50 mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Il costo preventivato per il trasporto in una discarica speciale per il trattamento del materiale oscilla da 9 a 12 milioni di euro: una cifra enorme. Un onere che non può essere sostenuto dalle amministrazioni comunali e neanche dalla Provincia.Con il denaro della polizza fidejussoria della C & C la Provincia riuscirebbe a smaltire solo il materiale tossico nocivo ammassato all’esterno e provvedere alla successiva sistemazione dell’area. La situazione preoccupa il gruppo dei Verdi. A farsene interprete è il consigliere provinciale, Paolo De Marchi, che afferma: "Tempo se ne è perso molto. Solo la protesta dei cittadini, dei comitati e la cocciutaggine di alcuni consiglieri comunali e provinciali hanno portato la Provincia, in un primo momento non disponibile ad alcun intervento diretto, ad attivarsi per la caratterizzazione e bonifica dell’area. Però - continua - ricordo le bocciature del presidente Vittorio Casarin ai miei emendamenti volti a impegnare parte del bilancio provinciale per dare soluzione al problema ambientale creato dalla C & C. Gli impegni economici decisi dalla Provincia sono insufficienti. Ai confini dei comuni di Battaglia Terme, Pernumia e Due Carrare c’è una vera e propria "bomba ecologica" che mette a rischio la tutela della salute dei cittadini e l’eco sistema ambientale". La soluzione può venire solamente dalla Regione come sostiene l’esponente del Sole che ride: "Solo un intervento regionale può garantire la copertura dei costi per la bonifica" continua De Marchi che poi lancia una frecciata contro la giunta di palazzo Santo Stefano: "La Provincia, così solerte quando si tratta di chiedere finanziamenti per opere viarie - conclude - deve dimostrare altrettanta capacità di persuasione perché si finanzi una delle opere pubbliche più necessarie e urgenti della Bassa padovana: trasferire in discarica speciale i rifiuti pericolosissimi della C & C e bonificare l’area per dare sicurezza ai cittadini di questo territorio non è solo un impegno, un dovere ma prima ancora un obbligo".